Scrivo da Tokyo, che fino a tre mesi fa, chi avrebbe mai pensato di andarci?E invece eccomi qui.
Un po` frastornata per il fuso e la notte in bianco, ma era messo in conto. Prima di partire avevo letto un sacco di cose sul Giappone e sulla sua capitale, ma e` proprio vero quando dicono che non sei mai preparato ad un posto fino a che non ci metti piede.
Comunque, a primo impatto, posso dire che:
- la metro di tokyo non e` cosi` difficile da usare come viene detto, anzi. Sulle stazioni ci sono sempre i nom anche in caratteri occidentali, l`unico problema e` fare il biglietto ma per quello basta prendere un pass e risolvi tutto.
-i giapponesi non capiscono un cazzo di inglese. Ma proprio niente, eh. E io che mi lamentavo degli Etiopi. Al confronto erano studenti di oxford, porca miseria. Con la differenza che qui, siccome dire `non lo so, non capisco un cazzo` sembra scortese, quando provi a domandare qualcosa, prima sorridono convinti, poi pensano un po`, poi ti blaterano qualcosa in giapponese, gesticolando che manco l`italiano medio in fila al semaforo quando scatta il verde e quello davanti non si sbriga. Al che tu, gentilmente, provi a spiegare che non hai capito una mazza dello squittio appenba emesso, con il risultato che il malcapitato ti fissa con aria di compatimento, alza le spalle della serie `piu` di cosi` amica mia non riesco` e ti saluta. Arigato!!
E` anche vero che i piu` sono pero` molto gentili e tentano in ogni modo di essere d`aiuto. Ieri una solerte signorina del MC Donald a cui ho chiesto informazioni per un internet point, non sapendolo di suo(ovvio!) ha prima domandato a tutti gli addetti in cucina, rompendo la delicata catena di montaggio di preparazione panini e poi e` scesa in strada con me e ha scomodato ben 4 passanti prima di accompagnarmi a destinazione!Quando si dice l`efficienza!peccato che nella stragrande maggioranza dei csi, la faccenda va invece come descritto sopra.
lunedì 28 dicembre 2009
martedì 22 dicembre 2009
Giappone, here I go!
Ed eccomi qui, mancano 4 giorni alla partenza per il Giappone. Di nuovo Asia, ne avevo proprio bisogno, dopo 2 anni e mezzo. Anche se il Giappone forse è un mondo a sè ed è molto lontano dall'Asia che ho conosciuto. Un pezzo di Occidente in estremo Oriente, come si dice di solito. Niente a che vedere con il Vietnam o la Cambogia, anche se mi immagino, niente a che vedere con l'Europa e l'occidente. Forse i prezzi, ed il consumismo sfrenato di Tokyo, con i suoi centri commerciali, le catene di fast food (a proposito, ho scoperto che hanno starbucks!In Giappone!) e tutto il resto. Staremo a vedere che effetto mi farà. Quello che conta è che parto e che, almeno per un pò, me ne starò libera, dall'altra parte del mondo. E scopro di nuovo che sapore ha la felicità.
mercoledì 9 dicembre 2009
Madrid
Ed è arrivata un'altra partenza, un week end a Madrid, a dare un sapore nuovo a queste settimane. Dopo 3 mesi, dopo tutto quello che è successodopo la laurea, ci voleva proprio. Ancora una volta è la conferma che io, non so per quale maledizione, sto bene solo quando sono in viaggio, sono felice solo lontana da casa. Anche quando il viaggio, come in questo caso, dura il tempo di un week end. Io, che ho sempre amato i viaggi lunghi, io che "se non stai via almeno 3 settimane, che viaggio è?" Mi ritrovo a ritagliarmi attimi di vita in mezzo alla banalità del quotidiano. Per il momento, va bene così, anche perchè già si avvicina la prossima partenza e c'è quest'euforia nell'aria che, per fortuna, ancora non passa.
Considerazioni esistenziale a parte, Madrid è fantastica. Bella, vivace, piena di giovani, di vita. Ma allo stesso tempo vivibilissima, per niente caotica. E' entrata direttamente nella top 5 delle città in cui vivere e certamente dove tornare al più presto. Ora aspettiamo Barcellona, ma se tanto mi dà tanto, non credo che la Spagna mi deluderà.
Considerazioni esistenziale a parte, Madrid è fantastica. Bella, vivace, piena di giovani, di vita. Ma allo stesso tempo vivibilissima, per niente caotica. E' entrata direttamente nella top 5 delle città in cui vivere e certamente dove tornare al più presto. Ora aspettiamo Barcellona, ma se tanto mi dà tanto, non credo che la Spagna mi deluderà.
mercoledì 25 novembre 2009
Il cerchio della vita
E’ arrivata Tea. Due mesi e mezzo dopo, in casa mia c’è di nuovo un cane che zampetta in giro. Io ero contraria, non volevo un altro cane, né ora né mai, forse perché a questa parola avevo sempre dato un solo nome, e non credevo di poter sopportare l’idea che ci fosse un “altro cane”. Alla fine siamo andati a prenderla ed al ritorno, mentre la tenevo in braccio, nella coperta, come allora, mi ricordavo di quel 25 luglio di 15 anni fa, e ho pianto, per la prima volta di commozione e disperazione. E’ meravigliosa. Ora casa non è più vuota quando torno a casa la sera, ed occuparmi di lei, o anche solo averla tra i piedi, è comunque positivo, perché qualcosa che genera amore non può essere una brutta cosa. Ma ogni volta che la vedo rotolarsi per terra, mordicchiare le scarpe, tentare i primi tentativi di abbaio, dormire serena nella cuccia, ogni volta che gioco con lei, la strapazzo di baci e la prendo in braccio, mi ricordo di lui, e di nuovo piango di commozione e disperazione. Perché lei è la prova vivente che lui non tornerà più.
E’ la nuova vita che si affaccia nel mondo e so che è giusto, anche se non mi consola affatto. E, anche se credevo non fosse possibile, la vita continua. La qualità, certo, non sarà più la stessa, ma spero che l'arrivo di Tea farà ricominciare anche la mia di vita, che da due mesi era come sospesa, fuori dal tempo. Anche qui, sul blog, tutto è fermo da allora. Domani si parte di nuovo, la prima volta dopo quel giorno, la prima volta non ci sarà lui a ad aspettarmi a casa, ma qualcun altro. La vita riprende, anche se ho ancora paura di come sarà, questa nuova vita.
E’ la nuova vita che si affaccia nel mondo e so che è giusto, anche se non mi consola affatto. E, anche se credevo non fosse possibile, la vita continua. La qualità, certo, non sarà più la stessa, ma spero che l'arrivo di Tea farà ricominciare anche la mia di vita, che da due mesi era come sospesa, fuori dal tempo. Anche qui, sul blog, tutto è fermo da allora. Domani si parte di nuovo, la prima volta dopo quel giorno, la prima volta non ci sarà lui a ad aspettarmi a casa, ma qualcun altro. La vita riprende, anche se ho ancora paura di come sarà, questa nuova vita.
sabato 7 novembre 2009
Je me souviens des jours anciens, et je pleure.
Adesso che finalmente mi laureo, adesso che avrò più tempo per fermarmi a pensare, adesso, comincia la parte dura. E' il tempo che scorre veloce e poi non passa mai, se pensi all'infinito dei giorni che mi restano. Mi manca, mi manco tanto. Sembra impossibile, ma mi manca ogni giorno di più. Come si sopravvive ad una cosa del genere? Quando non hai più niente con cui tenere la mente occupata, il dolore è lì, pronto a tornare a galla. Puoi cercare di buttarlo giù e far finta che non ci sia, ma ecco, che, inaspettatamente, come un biglietto tra le pagine di un libro che non aprivi da tempo, riappare. Non l'ho superato, non lo supererò mai. Dicono che è troppo presto. La verità è che è troppo tardi.
Remember me when I am gone away,
gone far away in the silent land.
Remember me when I am gone away,
gone far away in the silent land.
domenica 18 ottobre 2009
La notte più lunga, il giorno più lungo
Dicono che il tempo sia galantuomo, non fa sconti, nè tranelli, scorre sempre uguale per tutti. Eppure. Eppure ci sono giorni in cui il tempo sembra non passare mai ed altri in cui venderesti l'anima al diavolo perchè si fermasse. Ma prima che te ne accorga, è già passato. Sembra ieri, perchè il tempo, per me, si è fermato. Ed invece passeranno altri giorni ed altre notte, e altro tempo si aggiungerà al tempo. Niente sconti, niente inganni. Dicono che la vita continua e che, piano piano, tutto torna al suo posto. Dicono che è il ciclo naturale della vita e che presto sarò ancora felice. Io so solo che il mondo va avanti, ma io sono sospesa a quel giorno. Fuori dal tempo. Quella notte e quel giorno che mi sembra siano durati secoli, ma che sono in realtà scivolati via così in fretta. Prima piangevo per qualcosa che sapevo sarebbe accaduto. Oggi rivorrei indietro quell' inconsapevolezza e quella sensazione di non dovermi troppo preoccupare, perchè non è qui, non è adesso. Adesso, è già ieri. Eppure è anche qui, ora, e sarà con me anche domani e tutti i giorni che verranno.
La fine del mondo
Avrei voluto scrivere ancora dell' Africa, del viaggio al Sud, che ho lasciato a metà, della partenza e del ritorno a casa, e di Istanbul, ma poi è finito tutto. Da allora il tempo si è fermato e io ho cercato di non fermarmi mai, per non pensare, e di ricacciare indietro i pensieri che, comunque, continuavano a venir fuori. E' la fine del mondo, del mio mondo.
Perchè proprio ora? Non lo so neanche io, ma so che ne sentivo il bisogno. Pare che piangere sia catartico e aiuti un po' a lenire il dolore. Pare che il tempo, bontà sua, faccia il suo lavoro e sia il milgiore anestetico i circolazione. Forse è troppo presto, anche se ormai a me sembra solo troppo tardi.
Perchè proprio ora? Non lo so neanche io, ma so che ne sentivo il bisogno. Pare che piangere sia catartico e aiuti un po' a lenire il dolore. Pare che il tempo, bontà sua, faccia il suo lavoro e sia il milgiore anestetico i circolazione. Forse è troppo presto, anche se ormai a me sembra solo troppo tardi.
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